martedì 17 novembre 2015

for whom the bell tolls...

ha la faccia di mio figlio.
Non sto facendo figure retoriche
e nemmeno sto dicendo che gli somiglia.
Il bambino morto a Gaza
ha i capelli di mio figlio il suo naso
l'espressione dei suoi occhi
quando sta per addormentarsi
il suo petto liscio nel punto
in cui soffre di più il solletico
persino la stessa macchia di sangue
sulla fronte di quando era caduto
dalla bicicletta dritto contro un sasso.
Devo correre di sopra alzargli la maglietta
controllare che non abbia sullo sterno
quei due occhielli di carne bruciata
per convincermi che non sia lui
che sia davvero lì a giocare in camera sua.

1 commento:

amanda ha detto...

una lacrima è il mio commento