lunedì 24 agosto 2015

pranayama

Appoggiando l'orecchio senti la via dell'acqua
fra te e l'odio altrui. Senti lo spessore
senza dover misurarlo. Quanto si prepara
tra le falangi stese e l'apnea
che non ti è concesso interrompere?
Hai retto bene il diaframma
persino contro i contorni più vividi
concentrando la forza in un incastro.
Ora è vicino il corpo sereno
la guancia che sa di pane
e l'occhio esclamato.
C'è il tuo respiro stretto alla nuca
l'occhio che sfiora l'occhio
addolcito nel sudore.
C'è questo spazio d'oscillazione
poco oltre il presente
mai avevi giocato con tanta grazia
come ora che deponi le forze.

1 commento:

amanda ha detto...

grazie Sergio