giovedì 8 gennaio 2015

non è un alibi


“Das arglose Wort ist töricht”.
(La parola innocente è stolta)
(Bertold Brecht, “A coloro che verranno”)

La somma del male (mi dico)
potrebbe risultare in bene
le piccole angherie sommarsi
in una provvidenza imperscrutabile.
Però (mi dico anche) è chi continua
a vivere quando la vita è ingiusta
è chi sorride alle belle giornate
nel tempo delle forche – è chi dorme
tranquillo nel proprio dovere
che lastrica la strada agli assassini.
Parlare di alberi non è un delitto
delitto è seminare gli occhi
seppellire la lingua nella terra
germogliare di foglie nuove.
Gli alberi sono innocenti
anche le bestie forse.
Ma questo (mi dico) non è un alibi.



Nota: questa poesia l'ho scritta un paio di mesi fa.
Per motivi che non saprei spiegare, non l'avevo ancora pubblicata, 
ma l'avevo messa in lista d'attesa e poi programmata per oggi.
Vederla qui, ora, dopo ciò che è successo ieri a Parigi,
le fa assumere il sapore di una triste profezia.
Onestamente, avrei preferito di no.

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